L'espansione dell'Islam

Sono molteplici i pregiudizi che pesano sulla nostra conoscenza dell’Islam. Primo tra tutti è quello secondo il quale i cristiani occidentali e i musulmani sarebbero “nemici storici”, destinati a scontrarsi per motivi geopolitici, se non metastorici. Tale idea preconcetta è frutto
di una visione distorta, superficiale e retorica che preferendo alimentarsi con la storia delle guerre, si dimentica di considerare gli eventi bellici nel contesto di un continuum ricco e profondo, integrato da strette relazioni economiche, commerciali, culturali e diplomatiche, tutte positive. Un altro pregiudizio è quello che sostiene che l’Islam si sia sempre e soltanto imposto con il conflitto bellico. In realtà, se la marea islamica si è estesa tra i secoli vii e x dall’Arabia fino al Maghreb e alla Spagna a ovest, fino all’India e all’Asia centrale a est, fino all’Anatolia a nord e, al sud, fino ai confini dell’Etiopia, superando qualsiasi ostacolo, lo si deve in parte al fatto che, sia nell’impero bizantino che in quello mazdeo, l’Islam fu in grado di risolvere tutta una serie di conflitti interni. Le popolazioni, stanche della tirannia o del degrado dei vecchi sistemi, accolsero i musulmani come liberatori e in molti si convertirono. A quel punto, il nuovo impero islamico era ormai troppo esteso per un’aristocrazia araba numericamente ridotta. D’altra parte, il carattere universalista ed egualitario della umma musulmana, pur attribuendo alla tradizione araba la primazia indiscutibile del ruolo privilegiato della famiglia del Profeta e della conservazione rigorosa dell’arabo come lingua sacra, ammetteva che tutti coloro che abbracciavano la vera fede potessero convertirsi, a pieno titolo, in fratelli degli altri credenti, al di là di qualsiasi differenza etnica, linguistica o di altra natura. Ciò permise che i non Arabi, soprattutto i Persiani, ma anche i Bizantini, si radicassero profondamente nella umma, e la relazione tra mondo arabo e mondo iraniano sviluppò un’efficace sintesi, tra il ii e i secolo a.C., analoga a quella che si era già vista con il mondo romano e quello greco. Fu soprattutto la sintesi bizantino-arabo-iraniana che creò la grande tradizione culturale musulmana: quella di Al Biruni, Avicenna e Al-Razi.

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