Editoriale 118

In un’epoca freddissima i nostri antenati non solo colonizzarono
l’Europa, ma produssero anche opere d’arte impressionanti,
alcune delle quali sono giunte fino a noi. Il più grande successo
dei sapiens è stato senza dubbio l’eccellente capacità di adattarsi
all’ambiente naturale. In un mondo in cui le conseguenze del
cambiamento climatico stanno alterando sensibilmente le vite
degli esseri viventi, e delle persone e delle comunità più povere,
avremmo molto da imparare da questi resilienti antenati. Allora
le conoscenze dell’ambiente circostante si trasmettevano in modo
sistematico di generazione in generazione. Inoltre, attraverso l’arte
mobile e quella rupestre – precorritrice dei moderni murales, la
cui diffusione avvenne proprio con i sapiens –, i nostri antenati
rappresentavano con grande verosimiglianza gli animali con cui
vivevano: cavalli, renne, uccelli, bisonti, oltre che figure umane.
Insomma, non si limitarono a sopravvivere, ma vissero, e lo fecero
con interesse e amore per quello che avevano attorno. A quell’epoca
il grande ostacolo che si trovavano davanti era l’abbassamento delle
temperature. Oggi lo è l’aumento del quale, tra l’altro, questa volta
è responsabile proprio l’attività umana. Oggi come allora è
necessario che le persone e le comunità ricorrano a tutte le loro
capacità cognitive e sociali per adattarsi e non solo per sopravvivere,
bensì per vivere degnamente e nel rispetto di ciò che le circonda.
ELENA LEDDA
Vicedirettrice editoriale

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